Ciao, mi presento.
Mi chiamo Antonino Claudio Saputo e la passione per la fotografia è germogliata in me in età adulta.
L'incontro è nato quasi per caso, quando ho trovato la vecchia Canon AE-1 di mio padre.
Se ne stava lì in fondo a uno scaffale, messa da parte, un po' impolverata.
La prima cosa che ho pensato è stata: «chissà se funziona».
Poi ho premuto il pulsante.
Click.
Un suono semplice, ma in quel momento mi è sembrato tutto.
Da lì ho iniziato a sperimentare con la fotografia analogica, io che in qualche modo ero figlio del digitale.
Rullino dopo rullino — alcuni riusciti, altri completamente sbagliati — ho capito che non si trattava solo di imparare a scattare.
Si trattava di imparare a vedere.
Pian piano ho capito cosa mi emozionava davvero: non le pose perfette, non le immagini costruite, ma quei momenti che succedono e basta.
Uno sguardo. Una mano che stringe un'altra. Un sorriso che arriva senza essere chiamato.
È lì che ho capito che volevo raccontare questo.
La parte più vera delle persone.
E oggi è esattamente quello che cerco di fare ogni volta che prendo in mano la macchina fotografica: raccontare momenti che non si possono ripetere, ma che meritano di essere ricordati per sempre.